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Inaugurazione del nuovo Salone

BENTORNATI A CASA!

IL MANIERO DI SAN MAGNO CELEBRA I NUOVI LOCALI RISTRUTTURATI

“Bentornati a casa” sembrano sussurrare le pareti, “Ecco i risultati a cui si può arrivare partendo da un sogno” si legge negli occhi di ciascun contradaiolo presente ieri 12 gennaio alla cerimonia di inaugurazione del nuovo salone del Maniero di San Magno, dopo quasi due anni di ristrutturazioni.

Da oltre 30 anni, precisamente dal 26 aprile 1986, via Berchet è, per i rossobiancorossi, luogo di ritrovo e condivisione della stessa passione e degli stessi sogni, teatro di duro lavoro ed eventi memorabili, il fulcro pulsante della contrada; in una parola, è casa.

E finalmente, dopo mesi di lavori, il maniero è pronto a riaccogliere tutti, completamente rinnovato per rispecchiare una contrada che cresce, che non si ferma mai e ha necessità di spazi e locali adeguati. Una cucina quasi raddoppiata negli spazi e completamente nuova, il salone ristrutturato e rinnovato in tutto, dalla pavimentazione al tetto in legno e vetrate, per creare uno spazio più accogliente e più funzionale.

La cerimonia di inaugurazione dei nuovi spazi è stata aperta dal corteo di contrada, guidata dal Gonfaloniere e seguita dalla reggenza, dal Consiglio, dai Gran Priori, dai Capitani e dalle Castellane non reggenti.

“Questa è la nostra storia che continua – introduce il Gran Priore Domenico Esposito – qui oggi celebriamo la conclusione di lavori che rispecchiano la necessità di San Magno di non fermarsi mai. Perché ora più che mai questa casa è pronta ad accogliere nuovi arrivi, è aperta a tutti, anche grazie all’abbattimento delle barriere architettoniche.”

Il Gran Priore insieme a tutta la Reggenza, il Capitano Giacomo Albertalli, la Castellana Emma Vizzolini, e la Gran Dama Antonella Ruggiero Scarpa, procede al taglio del nastro, inaugurando ufficialmente il nuovo salone.

Le luci si spengono, e nel silenzio che segue gli applausi precedenti, parte un video realizzato da Giancarlo De Angeli che mostra attraverso poche immagini i lavori durati mesi e mesi, il prima il durante e il dopo, per far vedere come si è arrivati al risultato che tutti i presenti possono ammirare.

“È emozionante pensare come originariamente, nel 1983, siamo partiti da una fonderia dismessa, e oggi, dopo più di 30 anni e quattro diversi momenti di ristrutturazioni, possiamo godere dello spazio in cui ci troviamo ora”, commenta ancora il Gran Priore.

A dimostrazione di come San Magno, e il Palio tutto, siano da sempre attivamente legati alla vita e alla città di Legnano, la cerimonia prosegue con la speciale partecipazione di Roberto Nazari, che per l’occasione ha presentato due sue realizzazioni particolarissime: la messa in musica di due opere d’arte fondamentali per la città, la Pala di Bernardino Luini custodita nella Basilica di San Magno e il Trittico della Battaglia di Legnano di Gaetano Previati.

“Queste opere possono essere trasmutate in musica, io ho voluto far sentire la tavola con gli occhi, creando una sinergia tra colori, luci e suoni, armonizzando il tutto e creando qualcosa di nuovo, un nuovo punto di vista attraverso cui godere di questa arte” ha spiegato Roberto Nazari.

“I video che avete appena visto – riferendosi alle realizzazioni di Nazari – sono dei gioielli rari per la nostra città, che permettono di far conoscere attraverso la musica opere di valore che Legnano possiede, e per questo diventeranno dei dvd con cui omaggiare autorità in visita a Legnano. Sono stati proiettati in questa occasione oggi come omaggio e regalo alla Contrada San Magno, per non dimenticare la storicità e l’arte che si celano dietro la rievocazione storica del Palio”, ha commentato il Sindaco Gianbattista Fratus, invitato sul palco.

Dopo un ricco rinfresco, la cerimonia è proseguita con la consegna dei mattoni, che componevano la vecchia pavimentazione del cortile, ai contradaioli che con il loro contributo hanno reso possibile la realizzazione del nuovo salone. Un atto simbolico a ricordare come l’aiuto di tutti sia fondamentale e indispensabile alla concretizzazione di un’idea, di un sogno che si ha per la propria contrada.

A cerimonia conclusa, i contradaioli hanno proseguito la serata continuando a fare ciò per cui il maniero è stato creato: viverlo insieme.

 

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